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Riemergo…

Su il periscopio…

Due giorni due di flu immersion … Ah beh, se ci mettiamo a fare anche dei giochi di parole in inglese… due giorni di influenza. La versione da me adottata dopo un’attenta valutazione è stata quella virale con subbuglio di stomaco sempre più indeciso se risolvere di sopra o di sotto. Mi sono sentito molto eroico al palesarsi dei primi sintomi: ero in regia a lavorare e avevo ancora mezz’ora di trasmissione, e altrettanto tempo per tornare a casa… Dopo un’ora esatta stavo guardando intensamente vilascioimmaginarecosa… a casa. Un giorno a dieta liquida e quello successivo poco di più. Oggi ho ripreso coscienza, con grande felicità anche da parte di Mou che dopo due giorni di giretti dell’isolato torna a sgranchirsi le zampe un po’ di più. Dimenticavo: tutto ciò mentre sono in ferie………………………………………..

Giornata imbarazzante

Il quartetto Certo

Da quando mi sono svegliato ed ho trovato Nadia, mia moglie, di buon umore e guarita dai disordini del giorno prima, mi sono detto: “…qui ci vuole, per dare un senso alla giornata, un discorso alla Nazione…” . Poi ho realizzato che forse la Nazione avrebbe avuto altro da fare oggi è ho ridotto le pretese : “… qui ci vuole un discorso agli amici e followers… “. Però anche in questo caso , ho realizzato che l’ultimo dell’anno anche amici, followers e parenti sarebbero stati in altre faccende affaccendati. Centrato il target ho pensato: “devo fare un discorso di fine anno a Mou, il mio cane.. ” . L’ ho chiamato, è arrivato, ha preteso qualche coccola, poi visto che gli parlavo e non lo facevo giocare e non gli davo nessun premietto, si è di nuovo sdraiato sul tappeto a pisolare… Forse l’idea del discorso alla Nazione non funziona più, non c’è nessuno che ci crede. Ma mica solo se lo faccio io. Una cosa voglio dirla però, in un momento in cui tutti si augurano un futuro migliore, guardano al domani come se non fosse quasi uguale all’oggi e a ieri. Guardate indietro. Ma non a ieri o prima. Mi riferisco proprio in senso fisico. Il contrario dell’avanti. Indietro. Oggi al parco, mentre passeggiavo con il cane, in una delle migliaia di soste imposte da odorini, annusate, marcature del territorio, pipi e cacca moments, mi sono voltato e ho guardato la direzione da dove arrivavamo…

guardando indietro

Bellissima. Molto meglio di quando guardavo in avanti. La luce, le immagini, il punto di vista differente, cose che quando ero passato prima non avevo notato. Forse si può applicare anche al concetto di anno nuovo. Proviamo a guardare l’anno vecchio quando siamo nel nuovo: vedrete che vi sembrerà sicuramente migliore, che qualcosa che vi era sfuggito tornerà alla memoria e vi farà dire : “… dai , non è stato poi così male…”.

Vigile alla vigilia

Mou natalizio

Per molti è già festa e gli antipasti cominciano già a sommarsi alla lasagna o al primo piatto della regione di provenienza ( in Italia sono talmente tante le combinazioni…). Io ho passato la giornata svegliandomi un paio d’ore prima del solito ed ho cominciato prima fare tutte quelle cose che faccio dopo… Aprire le persiane, scoprire che la giornata dal punto di vista meteorologico non avrebbe avuto niente a che vedere con il natale, con un vento dal nome da asciugacapelli, caldo… Poi preparare la colazione per il resto della famiglia e dopo averla fatta, uscire con Mou a passeggiare, tra parco e paese . Una decina di chilometri con tutto il mondo a spasso vista la bellissima giornata… Dopodiché, niente lavoro, un bel 8 ore di permesso con preparativi natalizi e non, tanti scambi di auguri social e asocial , e poi il clou della giornata: la spesa delle ultime cose per il pranzo di Natale. Affettati, antipasti, schifezzuole di ogni genere in un ipermercato in cui si muovevano come walkin’ dead gente che ci entra solo una o due volte l’anno. Avete presente gli autoscontri al Luna Park? Uguale… Intanto Auguri di un sereno Natale.

Uè, cala la nèbia…

La scighera

…e come canta Battisti “…quando cala la tristezza in fondo al cuore…” . Cominciare la mattina con una nebbia come non si vedeva da diversi anni, in contemporanea con la caldaia bloccata e il freddo non solo nel cuore ma anche in casa, non ha prezzo. Poi ci si riscatta sempre andando a spasso con Mou, rigorosamente dove vuole lui e mai dove vorrei io… Dopo le prove per lo speciale Natale Nba fino a metà pomeriggio e alla fine scoprire che un giovane/vecchio collega se n’è andato troppo presto, lasciando una giovane moglie e una giovanissima figlia per colpa di un male bastardo e ingiusto. E lì, la nebbia che fino a quel momento era rimasta all’esterno, si è infiltrata subdolamente nel cuore…

Piùtost che ‘gnent, l’è mej piùtost

La pallosità è la caratteristica di questi giorni: noioso, irascibile, facile agli scatti, rompipalle… Insomma, decisamente il contrario di come sono normalmente. Forse vuole dire che sono arrivato alla famosa soglia oltre il quale le persone abitualmente buone sbroccano. E diventano molto meno buone. I motivi probabilmente sono da accumulo, una sovraesposizione alla rottura di palle con qualche sovrapposizione, in contemporanea, di negatività sparse. Poi a rimetterci, povero, è Mou, che si trova un padrone al quale non va bene nulla e che lo cazzia per qualsiasi cosa. La cosa magica dei cagnoloni è che ti scusano subito, capendo immediatamente che non ce l’hai con loro ma con il mondo e con noi stessi. Perché quasi sempre l’errore è proprio merce nostra, e l’incazzatura in realtà è contro il proprio errore. Quindi, quando ce la prendiamo con qualcun’altro, facciamo un esamino di coscienza, per capire se è proprio un problema suo o nostro. Poi se è verificata la nostra conclamata innocenza, prendiamocela con il colpevole in questione, se no guardiamoci allo specchio e prendiamo provvedimenti…

Altro giro, altro tiro, altro regalo…

era Natale di molti anni fa…

Prendo in prestito questa formula diventata anche un titolo di libro di Flavio Tranquillo, per sottolineare un’altra “giornatina da ‘gnente”… Pensavo che più pesante della maratona in occasione degli studi di Champions ci fosse poco o nulla e invece mi sbagliavo. Il giorno dopo è molto peggio. Perchè hai nelle ossa la sfacchinata con rientro notturno e il poco sonno dovuto alla sveglia che non si cura del fatto che sei andato a dormire poco prima. e questo è l’inizio. Poi c’è la passeggiata con Mou, oggi nel primo freddo veramente invernale della stagione, che tutto sommato rimane la parte più rilassante e rilassata del giorno. A seguire tutte quelle commissioni che se non fai in quel ritaglio di tempo probabilmente non riesci a fare più. In cauda venenum, il lavoro che doveva essere piena routine e invece assomiglia sempre più ad una gara di corsa campestre fatta da un sessantaduenne fuori allenamento (…appunto).  Riunioni, giochini delle tre carte per evitare rotture, e quindi scarico rogne sui presenti e a seguire scartoffie che ti fanno uscire in orari in cui la tangenziale sembra un muro di lamiera immobile. 27 chilometri fatti in un ora e un quarto: forse in bici ci mettevo di meno…

Giornatina da ‘gnente

il riposo dei guerrieri… l’altro ieri

Cominciata molto prima dell’alba, quando la mia vicina di casa del piano di sopra, alle ore 03 antimeridiane pensa di rientrare (e fin qui niente di male, è single e giustamente fa quel che gli pare) a casa. Primo lato negativo della cosa: tacco dodici o simile con il quale si fa tutte le scale e una volta entrata a casa sua continua ad usare. Nonostante questo, avendo un discreto sonno duro, non succede niente. Qui subentra il secondo lato negativo: Mou, il mio cagnolone dal sonno molto meno profondo, si sveglia di soprassalto e tira una serie di abbaiate storiche per volume e intensità… ad un metro dalle mie orecchie. Risultato, passo dal sogno all’incubo con tachicardia da spavento. Nel frattempo la mia nottambula vicina continua a tacchettare allegramente per casa ed io per un’ora e mezza buona non ripiglio sonno fino all’alba. Questo l’inizio. La passeggiata mattiniera con cane passa tranquillamente senza particolari problemi. Vado in ufficio dove sapevo (povero illuso) che ci sarebbe stato un pomeriggio di routine senza particolari difficoltà, e lì altra sorpresa. Scopro che quello che doveva essere il programma più lineare e piatto del palinsesto diventa, come per la sveglia notturna, un incubo, con palleggio di responsabilità e motivazioni fumosissime. La colpa in questi casi non è mai di qualcuno, sono decisioni prese da Lui (rigorosamente con la maiuscola), il quale non si sa mai chi sia, quasi che sia bestemmia nominarne il nome invano. Comunque, alla faccia di tutti, passo indenne il fattaccio e me ne torno a casina, dalla mia famiglia, cane compreso…

Comincio già a prendermi delle pause…

parco di Monza, in prossimità del fiume Lambro

…neanche fossi Celentano…

Che ci azzecca, come direbbe un noto artista di cui non ricordo il nome, questa foto? A parte il documentare la giornata straordinaria per colori, clima, profumi e umore, è la foto che preferisco tra le decine che ho scattato oggi. La guida , come al solito, è stata Mou, il mio cagnolone, che oggi mi ha portato a spasso per sentieri tutti suoi e mi ha fatto vedere posti che conoscevo ma con luci nuove. E questo è il concetto che fa pensare. Spesso siamo abituati a guardare posti, situazioni e cose da un solo punto di vista, poi ci capita per di cambiare angolo visuale e anche l’aspetto delle cose cambia. Se io avessi fotografato la stessa radura nella direzione opposta, si sarebbero visti dei rami secchi, degli alberi spogli , senza alcuna profondità e con delle luci piattissime. E il posto è lo stesso, un tappeto di foglie lasciato dagli alberi di cui sopra, alberi spogli e radi, fascino del posto molto poco. Anche nelle idee della gente bisognerebbe non avere inquadrature “bloccate”, tiriamo giù dal cavalletto i nostri pensieri, manteniamo nella macchina la pellicola che è l’onestà intellettuale, e guardiamo e fotografiamo tutto quello che ci passa vicino. Cercando di vederlo sempre nella luce più interessante possibile. Lo so che ci sono anche brutte cose che non solo non meritano di essere viste ma neanche di esistere, però forse, facendole vedere , passa il desiderio di emularle. Mio padre mi ha insegnato a cercare sempre il lato buffo, strano delle cose, perché c’è sempre. Se si riesce a trovare un lato ridicolo, a sdrammatizzare le cose, diventa più facile affrontarle, diventa più facile viverle. Se siete su un palco, pensate che tutti quelli del pubblico siano in mutande e calzini…

Dove eravamo rimasti?

Ma è vero che il Post-in posta sempre due volte? Un inizio così è pericoloso… Potrebbe far passare la voglia di leggere a chiunque… Comunque: buongiorno ( o pomeriggio, sera, notte… quelchessia). Devo riabituarmi a comunicare con possibili lettori. Sopratutto devo riabituarmi a formulare concetti che abbiano un senso solo per me e pochi altri. Capiterà spesso che i parli di e con Mou. Che non è lo Special One , ma il mio Special Cane. Il mio confessore, il mio alter ego. Ci parlo, ci litigo, ci faccio lunghe passeggiate. L’essere vivente che mi ha rimesso in riga, a posto. Che si prende tutti i miei sfoghi e li sopporta senza particolari problemi. Sfido qualunque essere umano a farlo senza aver la voglia d’incazzarsi pesantemente. Per chi ha un rapporto di questo genere non sto scrivendo nulla di nuovo, è più di un familiare, perché anche il più caro tra i propri cari ha dei limiti di tolleranza mentre il tuo cane ti sopporta in tutto e per tutto. Forse è per quello che purtroppo il loro tempo è più limitato del nostro. Se così non fosse sarebbe facile fare delle scelte in favore loro e probabilmente noi umani non ci rivolgeremmo più la parola. Se ci si guarda in giro, cani o non cani, sta già succedendo: il faccia a faccia è un optional, la regola è il chat to chat. L’occhio incollato allo schermo dello smartphone, le dita che viaggiano su mini tastiere, spesso anche quando l’interlocutore è di fronte a noi. Se si pensa che il futuro proposto dalle nuove aziende è lo “smart working” ovvero il lavoro a domicilio (quando questo è possibile), successivamente si passerà allo “smart living“, così gli igienisti compulsivi, non saranno più costretti a frequentare altre persone, e relativo contatto di microbi…