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SI RIFLETTE…

…in un modo o nell’altro…

…e per farlo bisogna macinare tempo e meningi… Perchè scrivere per scrivere è come parlare per parlare. Riempi file (o fogli, se sei analogico) al posto della bocca e delle orecchie di chi è costretto a sentirti, ma l’effetto è uguale: vuoto cosmico e per niente comico, se non involontariamente.
In questi giorni di pausa-blog ho rivisto vecchi amici, nuovi sconosciuti e persone potenzialmente amiche prossime. E questo mi ha consentito di ragionare, riposare e realizzare un pò di idee e concetti. Se poi abbiniamo a tutto ciò il fatto che lavorativamente è la settimana più scarica dell’anno e quindi anche sul posto di lavoro c’è stato tempo di pensare, direi che non ci si può lamentare. L’unico lato negativo è che col poco da fare ci sono anche pochi stimoli. Il patatone fotografato è stato bravissimo, un vero e proprio Mou Special Can … e quindi anche lui non ha dato spunti se non quello di rilassare e rilassarsi… Se proprio vogliamo trovare qualcosa di negativo, dobbiamo andare a trovare la mia squadra di basket, l’Olimpia Milano, che ha perso l’unica partita che non poteva permettersi di perdere e lo ha fatto anche nel modo più evidente, con Coach Pitino in panchina e Nick Calathes sul campo a spiegarci come si giocano e si allenano queste partite. Ora siamo in quel momento in cui quelli bravi scrivono “… non tutto è perduto, però…” E’ il però che mi preoccupa…

fusse che fusse la vorta ‘bbona?

nuvole?

Cito volentieri Nino Manfredi, un pò perchè ci sono cresciuto con la sua bonaria ironia, il suo grande volto e quella inevitabile simpatia che generava il solo vederlo e un pò perché qui al nord, la pioggia, la invochiamo da mesi in tutti i modi possibili.

Stamattina un’apparizione: nuvole, accompagnate da un altro indizio di pioggia, il suono di auto (o moto) che provano sulla pista dell’Autodromo, pur in assenza di vento… Poi durante la abituale passeggiata con Mou, quell’odore tipico della pioggia che ci ha fatto accorciare il giro trasformandolo in giretto.

Lo so che non sempre quello che scrivo fatica ad essere interessante, ma è un atto di onestà nei confronti di chi legge. Un blog, per me, è un diario quotidiano che, come è quello che viviamo, a volte interessante e molte altre normale, semplice, qualche volta banale.

Potrei tornare a parlare di basket da tifoso, visto che da addetto ai lavori lo sono sempre meno data la carenza di eventi di questo sport nella televisione per la quale lavoro. Le finestre della Nazionale sono terminate, fortunatamente con la qualifica ai Mondiali che si, manderemo in onda ma per ora non si sa con quale formato. Dubito che vedrete un Fel-cio-ni versione esportazione, a meno di un cambio di orientamento editoriale con relativo implemento di budget…

Reduci da una passeggiata contro Torino, con la formula small-ball sempre più convincente, grazie al ritorno dei due lungodegenti Nedovic e Tarczewski e ad un utilizzo più consistente degli italiani spesso panchinati durante la stagione, l’Olimpia si accinge ad affrontare ben altri impegni. Tipo il CSKA a casa loro, impegno da mente sgombra, dove si potranno testare i maroni della squadra, senza aver paura di sbagliare, dove la formula forzatamente usata del quintetto piccolo potrebbe generare quel sassolino che inceppa le macchine altrui. L’importante dovrà essere la continuità nell’intensità, ovvero giocare così per tutto il tempo della partita. Anche per convincersi sempre di più delle proprie possibilità…

Cielo, che giornata?

le scie, le scie…

La domenica per la maggioranza della gente, quella che fa lavori normali, con orari normali è il giorno che dedichi a qualcosa di speciale, magari che non puoi fare gli altri giorni. Io, che di domenica normalmente lavoro e l’eccezione è il non farlo, mi trovo sempre spiazzato: diciamo che la domenica la colloco a secondo dei giorni di riposo quando capitano… Oggi è una domenica come quella delle persone normali, che teoricamente mi dovrebbero far fare cose speciali. L’inizio, forzatamente uguale, è dato dal mio cagnone Mou, che necessita la sua “ora (sempre più di una) d’aria”. Un Parco di Monza affollato come una presentazione di un nuovo telefonino, runners , bikers, famiglie a spasso, padroni con cani anche loro a spasso: anche perché la giornata la vedete nella foto, sole, cielo azzurrissimo, temperatura almeno sopra di 10 ° rispetto a quella che dovrebbe essere. Quindi tanti buoni motivi per fare una passeggiata nel Parco. Poi, tornato a casa e invitato dal bel tempo, decido di dare l’olio protettivo al tavolo di legno sul terrazzo. E qui comincia il cinema: per proteggere il pavimento apro dei sacchetti grandi dell’immondizia, poi via i lavori con olio di gomito e olio vero… Sarebbe stato un lavoro da pochi minuti, se non fosse che il tavolo da esterno è di quelli a doghe, con spazietti minimi tra una doga e l’altra ed imprecazioni massime per far passare pennello o spugnetta. Quattro ore prima della seconda passata che occupo: A) pranzando B) portando fuori al volo una seconda volta Mou che sembra (poi non confermato) voler vomitare C) Abbioccandomi sul divano. Al risveglio, per citare Gaber: “…Seconda Passata…”.Vai di spugnetta e pennello e finisco per poi portare per un mini giro, l’ultimo, Mou a passeggiare, fortunatamente anche con zero voglia sua. Cinque minuti e a casa. Ho raccontato tutto ciò per sottolineare che anche l’anormalità, spesso, è normalissima…

giornatina piena?

prima uscita ore 6:30… prima dell’alba

Quando si dice non essersi seduti un momento, è un falso vero (o un vero falso). Perché svegliarsi alle sei e portare fuori con le prime luci dell’alba (bellissime, tra l’altro) Mou a fare i suoi bisogni a tempo di record, per poi ritrovarsi con Martina per andare al Pronto Soccorso di Vimercate per un’otite acuta e lì passare almeno tre ore, che non è sicuramente un record, anzi, abbastanza veloci, seduti lo siamo stati. Tra una sala d’attesa e l’altra… Finito il tutto, si torna a casa con un plico di diagnosi e ricette mediche, si rimette la pettorina a Mou che si fa un altro giro sino alla farmacia dove noi facciamo il pieno di medicine e lui di coccole da parte dei farmacisti e si torna a casa per fare da mangiare e poi consumarlo. Finito? Nooo… Poi accompagno Martina fino a casa dove a prendersi le coccole sono Olivia e Spike, i cani di mia figlia ed io un’altro caffè. Una mezz’oretta tra giochi con i cani e chiacchiere e riparto per andare a Milano a trovare mio fratello Gianugo che non vedo da più di una settimana. Benino, anche se ultimamente non accetta più molto volentieri il suo fisioterapista ma di fasi così ne ho già viste altre… Terminata anche questa visita risalgo in macchina e torno a casa con il solito traffico milanese che grazie al sindaco Sala ora si concentra più verso l’esterno della città, dando dimostrazione che l’area B/C è il solo vero fumo (negli occhi) dei lombardi. A casa ci si riposa? Noooo, si porta per l’ultimo giretto , fuori Mou e a seguire, lista della spesa e visita al Gigante, tornando praticamente in contemporanea con mia moglie che rientra dall’ufficio, carico di borse cartoni di bottiglie. A questo punto, ultimi punti della routine quotidiana, apparecchiare, preparare il tutto e cenare… Direi che non mi posso lamentare per oggi…

MetereOantipatico

Pont de peder, il ponte di pietra al Parco di Monza

“...La meteoropatia, dal greco μετέωρον e πάθος, è un termine che sta a indicare un insieme di disturbi psichici e fisici di tipo neurovegetativo che si verificano in determinate condizioni e variazioni del tempo meteorologico o delle condizioni climatiche stagionali…” (Wikipedia)
Giusto così, per cominciare con una definizione, che fa tanto figo e acculturato… Durante un giro, il solito giro della mattina, insomma la passeggiata con Mou, per capirci, esco e mi trovo anzi, ci troviamo, sotto un cielo lattiginoso, un sole pallido e smorto. Immediatamente crolla tutta la buona volontà di partire con un sorriso, di cominciare bene la giornata… Arriviamo indenni, sino all’entrata del parco dall’ingresso del dosso, quello piccolino che si apre su prati grandissimi. Purtroppo non riesco neanche a portare Mou a giocare con gli altri cani vicino all’ingresso del parco. La buona volontà c’era, ma una signora, neanche in modo maleducato, mi ha ricordato che il suo cane, anzi la sua cagnolina non andava d’accordo con Mou e quindi ho visto sul suo muso la tristezza, visto che pregustava i giochi che avrebbe fatto con gli altri suoi amici… Capita! Poi facciamo le rive del Lambro dove stanno ammonticchiati tanti alberi spezzati dalla intemperie e tagliati … È sempre un posto affascinante, con questa luce, potrei dire anche un po’ tetro, comunque è un giro che vale la pena di fare spesso. Tra una radura e l’altra avanziamo in mezzo alla natura, il sole è sempre pallido. Adesso stiamo costeggiando le mura del parco facendo attenzione a non inciampare nei miliardi di rami che sono ammonticchiati (parola grossa, più che altro mollati in giro) , alcuni addirittura messi di traverso sui sentieri costringendoci a scavalcare modello barràge a cavallo… Dove voglio andare ? In senso fisico a casa mentre in senso traslato su quello che vi sto raccontando non lo so neanch’io quindi continuiamo il nostro giro e se succede qualcosa poi , ve lo racconto.

MINIMALIA E MAXIMALIA

CIOE’ COSE PICCOLE E COSE IMPORTANTI…

Punto di vista differente…

Svegliarsi alla mattina con l’ormai solita alba esagerata che ha preso il posto di quelle opalescenti , se non grigie, tipiche dell’hinterland milanese/brianzolo. Poi ricordarsi dell’ennesima figura di menta fatta dalla tua squadra di basket del cuore schiantatasi contro se stessa piuttosto che contro i suoi avversari nella solita partita secca che non sappiamo gestire, quindi fuori dalla Coppa Italia. A seguire, trovarsi a sorridere per il solito rumorosissimo sbadiglio che Mou emette prima di andare a scroccare il primo biscotto della giornata da mia suocera che sta facendo colazione, masticato in modo altrettanto sonoro… Poi realizzare che si sta avvicinando quella che potrebbe essere l’ultima partita di basket diretta come regista di Sky per due motivi tecnicamente molto validi: al momento, a parte l’Nba che riceviamo così come viene fatta dagli Usa e le partite di qualificazione della Nazionale ( che si concludono, dentro o fuori, la prossima settimana) non ce ne sono altre da fare. Ed i contratti in essere non sono in scadenza. L’altro motivo potrebbe essere il super discusso “quota 100” che, se valido e non troppo penalizzante, potrebbe diventare possibile l’anno prossimo il che mi metterebbe di fronte a molte scelte e prospettive sicuramente nuove…
Ah, e mentre sto scrivendo, il mio cagnolone si è sdraiato dietro la mia sedia, in una muta dichiarazione del tipo ” io ti aspetto, ma guarda che mi devi portare fuori… è ora”…

Vado!

MA L’ERA SABET, E L’ERA PIEN DE GENT…

Midori, nuova vicina di casa

C’era anche lei nel “giro grande” ( per distinguerlo da quello piccolo o dell’isolato). Cucciolina di pochi mesi, buffa come solo i cuccioli sanno essere. Oggi super passeggiata al Parco, nei pressi del Golf all’ingresso di S.Giorgio, arrivati fino all’autodromo, passati sotto la vecchia pista soprelevata e costeggiato tutto il Lambro all’interno del parco. Poi, per non farci mancare niente e siccome , come dice il titolo , preso da una vecchia canzone dei Gufi, dopo un pò, “… l’era pien de gent …” siamo usciti e ci siamo fatti il giro delle cento chiese, pardon, delle cento aree cani. Per un totale di quasi tre ore di passeggiata e otto chilometri lineari, pari a 10/12 canini (zigzagando…). Oggi tempo tiepido, soleggiato in modo non fastidioso, quindi teoricamente una buona mattinata. Teoricamente.

DOMENICA E’ SEMPRE DOMENICA…

Riciclo

la foto è di un mese fa ma l’alba di stamattina era praticamente uguale, e segue una giornata molto meno entusiasmante, al punto che a parte la tosse, il raffreddore, la cervicale e magagne varie, non è degna di essere ricordata per poco altro. neve squagliata grazie ad uno sciocco scirocco, quindi fango dove c’era neve . Passeggiata con Mou senza particolari cose da ricordare e unica cosa degna di nota l’aver ravanato ( leggi cercato nel disordine) dentro una vecchia scatola piena di foto e cose alla rinfusa e tra le altre cose aver trovato questo:

vecchio biglietto MM da obliterare…

Addirittura la vecchia versione non aveva un lato già fustellato e si poteva usare due volte, perché le macchinette che si mangiavano e timbravano il biglietto spesso non erano tarate bene e bastava girarlo… Mi hanno detto , perché io no l’ho mai fatto.. Io no, mai… 🙂

Sotto la neve…cane

Mou durante la nevicata del 2015…

Oggi sembrava che dovesse essere simile a questa situazione… Per ora no. Inizio di fioccamento ma più no che si. Le premesse ( e le promesse dei meteorologi) dicono che tra oggi e venerdì dovremmo vedere neve anche in quantitativi discreti. Io ci spero. So che non molti sono in questo ordine di idee e per giustificati motivi (tra i quali il traffico, il ghiaccio ecc.), però l’impressione di pulito, l’aria effettivamente più limpida, il tornare un pò bambini, sono tutti motivi buoni e validi per sperare nell’acqua a 0 gradi…. D’altronde, io sono nato poco prima della grande nevicata del ’56, mi sono sposato appena finita l’altra grande nevicata del secolo, quella dell’85, è abbastanza normale che abbia familiarità con questa magica sostanza. Volete mettere la bellezza di passeggiare in un parco completamente imbiancato, vedere i bambini e i cani che si divertono in mezzo alla neve? Neve tutta la vita, ragazzi.

Senza rete

Ombre cinesi

Un po’ perché scrivo di getto e un po’ perché mi è morta la stazione adsl, quindi…. senza rete. La foto è una delle tante variazioni su uno dei temi fotografici che preferisco: i controluce. Le storie di oggi sono abbastanza simili all’asse delle x quand’è a zero… un corso aziendale sullo stress, preceduto da un uscita un po’ breve per Mou, e seguita da una pizza in mensa e tre ore di lavoro sui generis. Una visita , tornando a casa, all’Ikea per comprare due cose che mancavano e poi a casa, per scoprire che il wireless non è soltanto wire ma anche lineless. Cioè l’unico modo per scrivere queste cose é usare l’ipad, in attesa di Vodafone che ripristini la linea. Va ancora bene che non è una giornata molto piena quindi….