Come l’amore e la gioia che ti può dare un amico a quattro zampe. Se guardate questa foto non c’è alcun bisogno di spiegazioni. Da quando c’è lui, sono ringiovanito di un bel po’. Non quantifico per motivi di scaramanzia ma i miei over sessanta sono diventati under. Poi gli acciacchi ci sono, ma anche per quelli l’amicizia diventa un lenitivo molto efficace, oltre a imporre anche il fatto di muoversi che non fa mai male… Non scrivo altro: parla la foto!
Anche qui necessita una spiegazione per i non addentro alla terminologia in questione: il “pippone”, abbinato al verbo “tirare” significa che una persona ti dice, dilungandosi molto, delle cose di cui ti interessa poco. Gli anglofoni dicono “barely care”… Importa poco… Come mai il titolo? Nasce dal fatto che queste note vengono scritte dopo la passeggiata mattiniera con Mou, il mio cagnone e durante il giro, se ti guardi intorno noti cose, persone, fatti e da lì gli spunti per scrivere. Quindi se durante il giro incontri un “amico di cane” e questo comincia a raccontarti di tutto e di più con una unica matrice comune , il fatto che degli argomenti trattati non ce n’è uno che “barely care”, questo tecnicamente è definibile come un pippone tirato dalla persona in questione. Poi spesso ( e anche in questo caso) i tiratori di pippone sono persone normali, simpatiche, civili. Però non hanno il senso della misura ne la percezione dell’interesse altrui e da lì nasce il problemino dell’interrompere il fiume di parole che raramente interessano più di zero, zero virgola… In questo caso devi essere bravo a effettuare manovre di sganciamento, inventando una scusa plausibile: appuntamenti col medico, un lavoro urgente, qualcosa da fare assolutamente in quel momento, l’invasione delle cavallette, l’esondazione del lavandino… L’unico problema in questo caso è che la persona in questione è “amico di cane” e nel frattempo i quattrozampe (tutti e due spiaggiati sul marciapiede) fraternizzano e non hanno voglia di muoversi… e il pippone assume una durata biblica, perchè nel frattempo la spiegazione di nonsochecosa continua… Comunque, dopo circa 15′ sono riuscito a sganciarmi convincendo Mou che la pappa a casa era pronta e quindi era il caso di muoversi…
Oggi è la classica giornata che puoi vedere in molti modi, a seconda dal tuo punto di vista. Meteorologicamente bellissima: ieri notte è passato un temporale con tutti gli annessi e connessi. Lampi, tuoni, scrosci di pioggia, vento ecc. Quindi la passeggiata mattiniera viene fatta con un cielo limpidissimo e nei tratti soleggiati ci sono dei contrasti di colori fantastici. Molte persone in giro, più runners del solito (è domenica…), i nordic walkers (quelli con le bacchette da sci, senza gli sci…), ciclisti in gara con se stessi, tanti cani a spasso con i loro umani. E quindi, direte voi, dov’è il punto di vista differente? Se passate nelle zone in ombra ve ne accorgete subito: 200% di umidità, scarpe bagnate in un microsecondo, una nebbiolina quasi londinese e i primi stormi compatti di moscerini che vorresti abbattere con una contraerea. Poi una scoperta, o meglio, una dimenticanza nei post precedenti. Vi ricordate quello sugli “umarell”? I pensionati osservatori? Ne ho dimenticato un tipo importantissimo, molto caratteristico e classico delle zone dove ci sono parchi con animali di tutti i generi: quello con il sacchetto del cibo, spesso accompagnato da nipotino al quale insegna come dare da mangiare agli animali. Purtroppo in molti casi il cibo sbagliato. Pane secco per i pesci, granaglie per papere, oche e cigni , insalata per le tartarughe d’acqua dolce, noccioline per gli scoiattoli ed ogni sorta di schifezze per i cani, che comunque gradiscono sempre… E ultimissimo tipo, il fotoumarell: normalmente dotato di vecchia reflex pesantissima, con zaino ed ottiche intercambiabili, alla ricerca di: 1) uccellini che ha scoperto leggendo su internet e che pensa di aver avvistato nel giardino sotto casa. 2)scoiattoli ormai obesi per tutto quello che gli danno da mangiare per farli scendere dagli alberi. 3)piante secondo loro rarissime, che fioriscono solo alle ore 16 e 47 e 15 secondi dopodiché si disintegrano. Sono riconoscibili perché si aggregano naturalmente per scambi di vedute e suggerimenti su posti segreti che conoscono solo loro dove fare la foto dell’anno, anzi del secolo… Questione di punti di vista…
Oggi , grazie a l’aiuto di un nimesulide riesco ad esserci e a scrivere qualcosa, non so se sensato ma qualcosa di sicuro ve lo scrivo. La sciatica è una brutta bestia, se poi ci aggiungi il dover lavorare nonostante tutto, se non ti aiuti con qualcosa … Comunque, col caldone ora, sia io che Mou, il mio cane, cerchiamo l’ombra e il giro nel parco diventa una ricerca delle zone ombreggiate con qualche passaggio al sole. Poi pensi che si cerchino zone silenziose, tranquille dove rilassarsi e scopri che c’è una gara in corso sull’autodromo.
appunto…
Era un pò che non mi capitava e non mi ricordavo quanto , da vicino, siano rumorose le auto da corsa (a parte la formula E-). All’inizio ero preoccupato che Mou fosse spaventato, ma ho scoperto invece che lui era incuriosito da queste macchie colorate che sfrecciavano vicino e non faceva una piega, nanca vùn plissé (Cit. Faceva il Palo)… Abbiamo costeggiato per un pò la pista nuova fino ad incrociare il vecchio anello e lì mi è caduto l’occhio sulle condizioni di quest’ultimo: passandoci sotto ho notato che la situazione della struttura non è che siano rassicurante. Va bè che non ci passa più nessuno sopra, ma sotto è un passaggio continuo…
Qualche tonnellata di cemento sopra la testa…
Speriamo che chi di dovere tenga sotto controllo la situazione… Bollettino del Parco di Monza: tante bici, tantissimi runners, un buon numero di cani che portano a spasso gli umani e il buon vecchio Lambro che comincia ad avere quell’aria estiva, con corrente pigra, colorito fangoso, e livello delle acque molto basso, comunque sufficiente a farci uno sguazzino…
Sguazzo Lambresco
Oggi descriviamo l’esistente, niente elucubrazioni sui massimi sistemi… per ricominciare.
Per una persona come me, che cerca di essere sempre in controllo, il trovarsi in pieno panico è stata una cosa nuova e brutta. Per fortuna la causa scatenante è stata risolta e con la soluzione si è dissolto anche il panico… Cosa grave? No, però una concomitanza di piccole cose irrisolvibili, sommate, possono generare panico vero. La storia: esco a portare fuori l’ormai celebre Mou, il tempo è caldo e umido, la schiena scricchiola per il nervo sciatico, i moscerini sono impegnatissimi in quello che riesce loro meglio: rompere le scatole al mondo e la passeggiata assomiglia per una volta ad una tortura medioevale… Siamo in un prato con l’erba tagliata ma non rastrellata e, in un tentativo di scacciare dei moscerini molto insistenti, urto i miei occhiali (da vista) che volano da qualche parte. Premessa, non è una miopia esagerata, però unita all’astigmatismo e alla presbiopia che si è palesata con il passare degli anni, essere improvvisamente senza occhiali per cercare gli occhiali stessi in metri di prato mischiato a fieno, può scatenare qualche momento di panico. Ovviamente ti guardi intorno e scopri che, nell’unico momento in cui serve che ci sia qualcuno per darti una mano (degli occhi più che altro) non c’è nessuno!!! Allora il panico aumenta: paura di non trovarli più, paura, muovendoti di calpestarli, paura di trovarli rotti… Telefono a mia moglie e mentre gli sto chiedendo di venire a ricuperare l’orbo impanicato, l’orbo stesso vede un riflesso a un palmo da un piede e ritrova il tesoro perduto… Dissolvenza a bianco, dissolvimento del panico, sorriso ritrovato. Brutta roba il panico.
E’ strano come nascano le idee e come queste si facciano spazio tra un pieno di benzina, il cane da portare fuori, delle pratiche da mandare avanti e una riunione incombente in ufficio. A volte basta, mentre sei al Parco con il tuo cane, l’incontro con un altro cucciolone. Questo, un bellissimo Dogo giovanissimo, lasciato pascolare senza collare e attenzione da parte del proprietario, con le migliori intenzioni del mondo e sotto gli occhi della madre, molto meno giocherellona e vicina al padrone. L’orario era quello dell’ingresso dei bambini in asilo, luogo che è davanti alla porta del parco. Osservando le reazioni di Mou, il mio cane, vedo che lo accetta e quindi non mi preoccupo più di tanto e proseguo il giro. Il cucciolone vista la reazione amichevole del mio lo segue, allontanandosi sempre più dal padrone e dalla madre. Comincio a preoccuparmi perchè non c’è nessuna attenzione da parte loro, quindi non mi allontano più di tanto. Incrocio un altro signore canedotato che vedendo il vagabondo, dopo averne dette un pò del personaggio in questione, lo chiama urlandogli che il suo cane era lì. Dopo enne volte ed enne chiamate questo si “sveglia”, richiama il cane , gli mette collare e guinzaglio e si avvia alla vicina uscita. Descrizione del personaggio: pompato da palestra (molto differente da chi la pratica e frequenta in modo corretto), di quelli che fanno fatica a stendere le braccia sui fianchi, occhio spento e intelligenza che apparentemente non sprizza da tutti i pori. E’ difficile quando ti capitano incontri di questo genere non cadere in valutazioni forse affrettate, anche se così come il più delle volte queste non siano sbagliate. Avendo una discreta esperienza di cani, ci sono abbinamenti inevitabili. Non ci sono cani cattivi, per sfatare un luogo comune, ma ci sono cattivi padroni e così come certe razze le possono avere tutti, se sei un aggressivo, insicuro e hai bisogno di un “rinforzo” andrai a prendere sicuramente una di “quelle” razze. Purtroppo senza essere in grado di gestirle, così ad andarci di mezzo sarà come sempre l’anello più debole, il cane, che pagherà la colpa di avere un padrone, come minimo, incapace . Nel caso migliore.
Questa volta Ipod Inspirator sta sciorinando una serie di pezzi di Annie Lennox con e senza Dave Stewart… dalle ballads al primo electronic rock. Buone Vibrazioni, per citare i Beach Boys… Ma veniamo a noi, è un incipit mix con un pò di tutto dentro. Se dovessi seguire i miei pensieri di queste ore sarebbero orientati all’idea che mi balla per la testa da un pò di tempo: quella di affiancare al mio Mou un altro/a cagnolotto/a. Con tutti i problemi che può comportare… Mou ha un carattere meraviglioso con gli umani e i bimbi ma è selettivo con i suoi simili: se maschi in particolare. Quindi sto guardandomi in giro e più ne vedo e più me li porterei tutti a casa, ma con i mille “se” e “ma” del caso. Prima cosa , dovrebbe vedere e di conseguenza scegliere il diretto interessato: le convivenze imposte dalla famiglia non vanno bene per gli umani, figuriamoci per i quattro zampe. Per semplificare la cosa abbiamo fatto, forti della frequentazione assidua tra uomo e cane, alcune categorie per cercare di facilitare la scelta: meglio femmina, le accetta sicuramente di più anche se chirurgicamente inattivo… Prima indicazione. Seconda: lui da cucciolo trovatello pare sia stato per diverso tempo vicino a setter e per i quali dimostra molta simpatia e quindi potrebbe essere una buona scelta. Poi comunque occorrerà pazienza, farli stare assieme e vedere, come per le coppie umane, se funziona… Siamo passati a Santana intanto, album Trascendance… Intanto quel genio del mio cane, nel rientrare a casa, prima di passare il cancello, vede dall’altra parte della recinzione un suo “nemico”, un bull-terrier con il quale non va d’accordo: parte abbaiandogli contro senza rendersi conto che c’è un palo della luce vicino e ci sbatte contro con una zampa posteriore. Scena del cane ferito: zoppia, zampa sollevata, faccia contrita… Dopo due minuti davanti alla sua ciotola con la pappa dentro, scordato tutto… Potere taumaturgico delle crocchette.
Oggi giornata di riposo (dal lavoro) e di lavoro (nonostante il riposo)… Il termine “lavoro”, inteso come fatica… Beh, quello l’ho fatto raramente e, vi garantisco, che non vivo di rendita. Solo che ho avuto la fortuna di fare quasi sempre cose che mi piaceva fare e quelle non le considero lavoro. Fortuna? Assolutamente si. Poi arrivi a casa e fai tutte quelle cose che ti piacerebbe facesse invece qualcun’altro: intendiamoci, routine quotidiana, che però ti impedisce di fare altro di più piacevole o comunque che in quel particolare momento avresti voluto fare. Per esempio, la passeggiata con Mou, il mio cane, è una cosa che (giornate di pioggia a parte) amo fare. Oggi, giornata baciata durante la mattina da sole e una temperatura finalmente adeguata alla stagione, in particolare abbiamo girellato per una buona fetta nell’enormità del Parco di Monza, arrivando fino ai Giardini della Villa Reale, vera oasi dove puoi fare incontri come quello inquadrato nella foto. Scoiattolo probabilmente frutto di una scappatella tra uno scoiattolo rosso (razza endemica) e una grigia ,frutto di un genio che ha abbandonato la razza tipica dell’America e venduta nei negozi di animali nel parco, generando un bel conflitto tra le due razze. Conflitto che stanno vincendo quelli d’importazione, più forti e grossi rispetto ai nostrani… Un pò come le tartarughe d’acqua che popolano laghetti e rogge, figlie, nipote e pronipoti di quelle abbandonate da qualcuno che per pulirsi casa e coscienza ha pensato di portarle lì, senza pensare al fatto che l’ecosistema di queste parti non è propriamente l’ideale e che se inserisci “novità” ambientali, incasini tutto il resto… Per fortuna che i quasi 700 ettari del Parco per ora lasciano spazio a tante specie: alla mattina presto si possono incontrare Aironi Grigi, anatre mandarine, lepri e conigli, invisibili (ma rumorosissimi) picchi, cavalli, runners, bikers, quelli del nordic walking e poi ci siamo noi con i nostri amici a quattro zampe…
Grazie ad una giornata meteorologicamente pessima (pioggerella, fitta e fastidiosa), la passeggiata con Mou dalle due ore abituali si è ridotta ad una mezz’ora scarsa, lasciandomi il tempo di guardare (e a volte leggere) le breakin’news dei social. Che sono , molto spesso, veramente “Breaking”, cioè rompono. Quelle intelligenti, rompono l’indifferenza, quelle polemiche rompono gli equilibri e quelle fake rompono e basta. Purtroppo le ultime sono la maggioranza, alimentate da chi le propala per burla, chi per superficialità e chi per volontà di destabilizzare o volgere le opinioni a propio favore. Se ascoltate gli “umarell” da social, cioè gli anziani che invece di osservare i cantieri , guardano i vari FB, Tweet e via postando, sentirete dei commenti che tanto somigliano a quelli che si sentivano al bar sotto casa dai loro predecessori: “… ai miei tempi non era così, queste cose non succedevano, adesso è una vergogna…” ecc.ecc. In realtà la teoria del fatto che tutti mangiano un pollo mentre invece lui ne mangia due e io nessuno (si chiama statistica) riesplode anche in questo caso. Anche prima con strumenti differenti ed in misura meno appariscente accadeva tutto ciò: solo che gli strumenti erano differenti. Meno universali ed efficaci, c’era il passaparola, i giornali (pochi) diffondevano le notizie che volevano a secondo della linea politica dell’editore e più era grande il bacino di utenza e più si diffondevano le news. Anche in passato fiorivano le “bufale”, solo che era più difficile individuarle, perché pochi avevano la possibilità di fare un confronto: le rassegne stampa erano ad appannaggio solo di chi ci lavorava con le news, e pochi altri. Diciamo che il web e in particolare il web-condiviso, cioè i social, sono un amplificatore ed acceleratore di quello che succedeva prima. Un’altro esempio? Facile: l’E-Commerce. E non parlo di quello legato alle marche, quello che compri per comodità on-line anziché nei negozi, ma delle “cinesate”, le robe quasi inutili vendute da siti o app provenienti da sedi distribuite nei paesi più improponibili. Fino ad una trentina d’anni fa (a spanne), nella terza di copertina di molte riviste di tutti i generi, c’erano in vendita una serie di prodotti miracolosi: dagli occhiali per vedere attraverso i vestiti, al periscopio portatile, allo schermo per trasformare il televisore b/w a colori e così via. Non è molto differente adesso: se andate su alcuni siti orientati ed orientali, moltiplicato per mille, trovate i nipoti dei prodotti elencati, a dei prezzi demoltiplicati per mille. E anche da questo si capisce perché ci sia tanta confusione…
Quando ci sono giornate così, che ti mettono alla prova in un certo senso, e queste finiscono, tiri un sospiro di sollievo. Cominci presto anticipando la routine: sveglia, lavaggio, colazione e uscita con il cane. Questo, mentre sei davanti , si mangiucchia un bastoncino, cosa che non gli fa benissimo. Finisce il giretto, torni a casa, gli dai da mangiare la sua pappa che divora come al solito. Poi, poco dopo, panico. Comincia a fare versi strani, e si mette a fare quasi i segnali di fumo mettendosi davanti alla porta e grattandola con la zampa, facendosi perfettamente capire che deve uscire. Guinzaglio al volo, ciabatte, mi trascina per le scale facendomi quasi inciampare per fiondarsi sul primo ciuffo d’erba come fosse un bue a digiuno. Usciamo e il neo-ruminante prosegue mangiucchiando tutta l’erba possibile. La cosa continua per tutto l’isolato ( che non è piccolo), con alternanza di versi strani ed erba mangiata… Rientriamo a casa e sembra che la crisi sia passata. Si sdraia sulla sua copertina e li rimane per un pò, con noi che , antenne perennemente alzate, lo controlliamo, prima a casa e poi con la webcam da fuori… Apprensivo? Abbastanza, perchè questo è uno dei motivi per cui tutti vorremmo che le nostre bestiole, come i nostri bimbi più piccoli peraltro, avessero il dono della parola. Sono entrambi bravissimi a farsi capire ma comunque ci sono dei limiti che purtroppo non possono valicare e noi si va in sbattimento…