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essERE O STARE?

Oggi siamo sul filosofico andante… Ci sono mille differenze anche se grammaticalmente sono quasi sinonimi, sopratutto nel loro significato vero. E queste diversità sono palesi quando ti rendi conto se stai facendo qualcosa che ti coinvolge oppure segui la corrente. Quando fai e non stai soltanto. Un esempio classico in un momento in cui il consumismo la fa da protagonista se non da padrone: compri un nuovo “aggeggio” ( e lo definisco così senza dargli nessuna forma volutamente), uno di quelli che quando lo vedi pubblicizzato ti sembra che possa risolvere tutti i tuoi problemi in un attimo. Lo scarti, lo usi: si ,bello, ok. Poi lo lasci lì, a coprirsi di polvere o, in alternativa se sei una persona ordinata lo metti in un cassetto dicendo: ok , quando ho un pò di tempo ci gioco un pò. Mesi dopo è ancora lì e il cassetto in questione si è quasi riempito di aggeggi diversamente simili. Essere non è questo. Questo è stare, non fare. Essere è fare qualcosa di mentalmente o fisicamente impegnativo, che una volta che l’hai fatto ti soddisfa o ti fa venir voglia di rifarlo meglio. Fare qualcosa di utile per te o per gli altri ti fa essere, osservare e non fare è stare.

il buongiorno si vede alla sera…

specchio, specchio delle mie brame…

Perché le cose possono andare bene dal mattino, è come proseguono che conta. Cominci una giornata tiepida, soleggiata, a spasso con il tuo cane, che si comporta bene, quasi perfettamente. Poi vai al lavoro, si, trovi un pò di traffico in tangenziale ma neanche tanto e poi comincia il circo per trovare un parcheggio che si palesa dopo mezz’ora buona di giriingiro attorno alla sede di Sky. Mensa all’ora dei pensionati (quando apre, cioè a mezzogiorno), e poi quattro chiacchiere nell’ufficio dei sindacati per farmi spiegare com’è la situazione per chi è in caccia di pensione come me. Minimo un’altro annetto me lo devo smazzare, come minimo e poi sperare che abbiano legiferato nel modo giusto nel frattempo.

siamo tornati… e io?

Varese, dopo la vittoria ( e la qualifica) dell’Italia

Se non altro, per essere la probabile ultima partita come regista di basket, è bene augurante. Una sorta di passaggio di testimone, anche se non so a chi… La partita (quella sul campo) non ha avuto storia, anche perché l’Italia, difendendo duro, ha mandato gli avversari fuori giri e costringendoli a tiri poco produttivi. Quella fatta da tutta la banda tv invece è stata un fior di prodotto. Bravi tutti, veramente. E adesso? Nin zò … per citare qualcuno. Prossima preoccupazione: quella di capire quanto tempo dovrò continuare a lavorare prima che la famigerata “quota 100” (nel mio caso, 102) mi tolga da chi deve lavorare, per mettermi tra coloro che, ogni tanto, lavorano. Anche perché io sono come gli squali ,non come indole ma come fisiologia, per respirare devo muovermi e quindi fare qualcosa che mi coinvolga. Le alternative sono tante, basta averne voglia ed energia. Vedremo… intanto sono ancora qui.

MetereOantipatico

Pont de peder, il ponte di pietra al Parco di Monza

“...La meteoropatia, dal greco μετέωρον e πάθος, è un termine che sta a indicare un insieme di disturbi psichici e fisici di tipo neurovegetativo che si verificano in determinate condizioni e variazioni del tempo meteorologico o delle condizioni climatiche stagionali…” (Wikipedia)
Giusto così, per cominciare con una definizione, che fa tanto figo e acculturato… Durante un giro, il solito giro della mattina, insomma la passeggiata con Mou, per capirci, esco e mi trovo anzi, ci troviamo, sotto un cielo lattiginoso, un sole pallido e smorto. Immediatamente crolla tutta la buona volontà di partire con un sorriso, di cominciare bene la giornata… Arriviamo indenni, sino all’entrata del parco dall’ingresso del dosso, quello piccolino che si apre su prati grandissimi. Purtroppo non riesco neanche a portare Mou a giocare con gli altri cani vicino all’ingresso del parco. La buona volontà c’era, ma una signora, neanche in modo maleducato, mi ha ricordato che il suo cane, anzi la sua cagnolina non andava d’accordo con Mou e quindi ho visto sul suo muso la tristezza, visto che pregustava i giochi che avrebbe fatto con gli altri suoi amici… Capita! Poi facciamo le rive del Lambro dove stanno ammonticchiati tanti alberi spezzati dalla intemperie e tagliati … È sempre un posto affascinante, con questa luce, potrei dire anche un po’ tetro, comunque è un giro che vale la pena di fare spesso. Tra una radura e l’altra avanziamo in mezzo alla natura, il sole è sempre pallido. Adesso stiamo costeggiando le mura del parco facendo attenzione a non inciampare nei miliardi di rami che sono ammonticchiati (parola grossa, più che altro mollati in giro) , alcuni addirittura messi di traverso sui sentieri costringendoci a scavalcare modello barràge a cavallo… Dove voglio andare ? In senso fisico a casa mentre in senso traslato su quello che vi sto raccontando non lo so neanch’io quindi continuiamo il nostro giro e se succede qualcosa poi , ve lo racconto.

MINIMALIA E MAXIMALIA

CIOE’ COSE PICCOLE E COSE IMPORTANTI…

Punto di vista differente…

Svegliarsi alla mattina con l’ormai solita alba esagerata che ha preso il posto di quelle opalescenti , se non grigie, tipiche dell’hinterland milanese/brianzolo. Poi ricordarsi dell’ennesima figura di menta fatta dalla tua squadra di basket del cuore schiantatasi contro se stessa piuttosto che contro i suoi avversari nella solita partita secca che non sappiamo gestire, quindi fuori dalla Coppa Italia. A seguire, trovarsi a sorridere per il solito rumorosissimo sbadiglio che Mou emette prima di andare a scroccare il primo biscotto della giornata da mia suocera che sta facendo colazione, masticato in modo altrettanto sonoro… Poi realizzare che si sta avvicinando quella che potrebbe essere l’ultima partita di basket diretta come regista di Sky per due motivi tecnicamente molto validi: al momento, a parte l’Nba che riceviamo così come viene fatta dagli Usa e le partite di qualificazione della Nazionale ( che si concludono, dentro o fuori, la prossima settimana) non ce ne sono altre da fare. Ed i contratti in essere non sono in scadenza. L’altro motivo potrebbe essere il super discusso “quota 100” che, se valido e non troppo penalizzante, potrebbe diventare possibile l’anno prossimo il che mi metterebbe di fronte a molte scelte e prospettive sicuramente nuove…
Ah, e mentre sto scrivendo, il mio cagnolone si è sdraiato dietro la mia sedia, in una muta dichiarazione del tipo ” io ti aspetto, ma guarda che mi devi portare fuori… è ora”…

Vado!

MA L’ERA SABET, E L’ERA PIEN DE GENT…

Midori, nuova vicina di casa

C’era anche lei nel “giro grande” ( per distinguerlo da quello piccolo o dell’isolato). Cucciolina di pochi mesi, buffa come solo i cuccioli sanno essere. Oggi super passeggiata al Parco, nei pressi del Golf all’ingresso di S.Giorgio, arrivati fino all’autodromo, passati sotto la vecchia pista soprelevata e costeggiato tutto il Lambro all’interno del parco. Poi, per non farci mancare niente e siccome , come dice il titolo , preso da una vecchia canzone dei Gufi, dopo un pò, “… l’era pien de gent …” siamo usciti e ci siamo fatti il giro delle cento chiese, pardon, delle cento aree cani. Per un totale di quasi tre ore di passeggiata e otto chilometri lineari, pari a 10/12 canini (zigzagando…). Oggi tempo tiepido, soleggiato in modo non fastidioso, quindi teoricamente una buona mattinata. Teoricamente.

La luna e il falò, (e 34 anni fa il mio matrimonio durante la nevicata del secolo…)

falò di S.Antonio con luna (prossimamente) rossa…

In due giorni tante cose… Ieri 19 gennaio, 34mo anniversario di matrimonio mio e di Nadia. La nevicata del secolo (cinque giorni di neve ininterrotta) era terminata da circa 24 ore, e aveva imbiancato mezza Italia. Milano e dintorni con circa un metro di neve, qualcosa di meno nel centro Italia, ma come effetto collaterale nella mia vita dimezzò il numero di invitati al mio matrimonio. Sopratutto da parte della mia famiglia, visto che i miei parenti e amici arrivavano da Roma in su ( o da Sondrio in giù, come preferite). O meglio: sarebbero dovuti arrivare, visto che la maggioranza rimase bloccata per l’inagibilità delle strade. I parenti di Nadia invece, provenendo da varie località della Brianza, riuscirono ad arrivare. Persino il mio testimone dovette dare forfait per frattura avvenuta su pista da sci, sostituito prontamente da un altro amico. Comunque foto che sembravano scattate in alta montagna e che in realtà raccontavano una Brianza imbiancatissima e nascondevano degli stivali di gomma che sotto l’abito da sposa non si dovevano vedere . Il giorno dopo, 34 anni dopo, falò di Sant’Antonio con una luna appollaiata appena sopra. Luna che questa notte si tingerà di rosso per una rarissima eclissi e che spero di vedere per potervi documentare domani…

Bastasse l’aria…

Resegone, 14 gennaio

Oggi, giorno dopo il mio compleanno e compleanno del mio fratellone Gianugo, è una giornata stupenda… se fosse primavera: 14° e un venticello tiepido… Trentaquattro anni fa eravamo nel pieno della più grande nevicata italiana del secolo (scorso), insieme a quella del ’56… 80 cm in Milano città, più di un metro in Brianza e nell’Hinterland. La settimana prima si erano toccati i -15/-18 di notte in pianura, tubi dei riscaldamenti gelati e molte case in crisi… Carri armati in versione spazzaneve perché tutti i mezzi erano stati mandati a Roma per i 25 cm caduti sulla Capitale.

da Pinterest

Facendo un passo indietro, a ieri, vorrei ringraziare tutti quelli che si sono presi la briga di farmi gli auguri: facendo una piccola valutazione statistica e scremando quelli che lo fanno per cortesia e su segnalazione del database di FB e Instagram ( io e i tweet non abbiamo mai fatto amicizia), siete comunque tantissimi e tantissimi grazie vi devono arrivare da me. Forse qualcosina per essere ricordato l’ho fatto… Speriamo che sia stato qualcosa di buono… Ieri è stata una giornata bellissima, passata con la mia famiglia e nel modo giusto. Ora vediamo come prosegue il tutto…